AziendeContestazioni di anomalie contrattuali

Leasing illegittimo: quali sono le potenziali irregolarità e come recuperare gli interessi illegittimi

Che cosa è il contratto di leasing?

Il leasing è un contratto di locazione finanziaria che consente ad un determinato soggetto, denominato utilizzatore, di poter usufruire, dietro versamento di un canone periodico, di un bene strumentale alla propria attività di cui può acquisirne la proprietà e previo pagamento di una quota di riscatto di valore inferiore al prezzo di mercato del bene. In alternativa il bene può essere restituito o il contratto rinnovato.

Secondo l’interpretazione dominante in dottrina e giurisprudenza il leasing scaturirebbe dalla combinazione di due istituti: la vendita con patto di riservato dominio (di cui all’art. 1523 c.c.) e il contratto di locazione (art. 1571 c.c.). La legge n. 127/2017 (c.d. legge sulla concorrenza e sul mercato) lo ha trasformato da contratto atipico in contratto tipico.

Essa dispone che:

“Per locazione finanziaria si intende il contratto con il quale la banca o l’intermediario finanziario iscritto nell’albo di cui all’articolo 106 del testo unico di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993 n 385 si obbliga ad acquistare o a far costruire un bene su scelta e secondo le indicazioni dell’utilizzatore, che ne assume tutti i rischi, anche di perimento, e lo fa mettere a disposizione per un dato tempo verso un determinato corrispettivo che tiene conto del prezzo di acquisto o di costruzione e della durata del contratto Alla scadenza del contratto l’utilizzatore ha diritto di acquistare la proprietà del bene ad un prezzo prestabilito ovvero, in caso di mancato esercizio del diritto, l’obbligo di restituirlo”.

Il contratto di leasing consente quindi al cliente di poter accedere al godimento di un bene funzionale all’esercizio della propria attività o professione e al termine del contratto questi può ottenerne la proprietà mediante il pagamento di un prezzo di riscatto o, alternativamente, può riconsegnare il bene.
Il canone iniziale è normalmente di importo considerevolmente superiore rispetto agli altri e, all’uopo, viene comunemente denominato maxirata iniziale. Il prezzo di riscatto, al contrario, assume la denominazione di maxirata finale.

Illegittimità in un contratto di leasing

Per i contratti di leasing finanziario, in luogo del tasso di interesse è indicato il tasso interno di attualizzazione per il quale si verifica l’uguaglianza fra costo di acquisto del bene locato (al netto di imposte) e valore attuale dei canoni e del prezzo dell’opzione di acquisto finale (al netto di imposte) contrattualmente previsti (fonte: Circolare Banca d’Italia in materia di “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti”).

Nella prassi, nei contratti di locazione finanziaria viene quasi sempre indicato il Tasso Interno di Attualizzazione con la denominazione di «Tasso Leasing».

La prima particolarità è che nei contratti di leasing deve essere assolutamente indicato il Tasso Leasing e, quando il leasing è indicizzato, vanno indicate le clausole di indicizzazione. L’indicizzazione è oggetto di molteplici controversie poiché il tasso indicizzato viene calcolato in maniera talmente complessa da rendere il costo finanziario indeterminato e, praticamente, tale da trasformare il leasing in un’operazione speculativa; si pensi, ad esempio, a quando l’indicizzazione è legata alla variazione di derivati, cambi o obbligazioni.

L’indicazione errata del tasso leasing è una delle irregolarità più presenti; il tasso leasing, che deve essere indicato nel contratto in luogo del TANaddirittura spesso non viene neppure indicato.

Ulteriori irregolarità possono risiedere nello stesso piano di ammortamento in cui, spesso, non viene correttamente inserita l’opzione finale di riscatto oppure quando il tasso applicato supera la soglia di usura.

Nei contratti di leasing quindi possono nascondersi insidie ben mascherate, causa di forti perdite a carico dell’utilizzatore. Gli Istituti, sfruttando l’asimmetria informativa tipica nel rapporto banca/cliente e il maggior potere contrattuale, attuano, talvolta, condotte sfavorevoli al cliente fino ad arrivare a vere e proprie irregolarità legali e finanziarie.

Come scoprire le illegittimità e cosa fare

La complessità dei contratti di leasing rende necessario affidare l’analisi ad esperti in matematica finanziaria e diritto bancario. Essi dovranno esaminare minuziosamente tutte le voci alla ricerca delle potenziali illegittimità. Se dovessero, ad esempio, emergere delle irregolarità riguardo il tasso pubblicizzato in contratto e quello effettivamente pagato allora vorrà dire aver fornito al cliente una informazione alterata riguardo il costo dell’operazione e, in tal caso, si potrà concretizzare una violazione dell’art. 117 TUB che prevede il ricalcolo dell’intero contratto al tasso minimo dei BOT a 12 mesi emessi nei 12 mesi precedenti la sottoscrizione del contratto stesso.

A tal proposito la Corte d’Appello di Torino, con la sentenza n. 699 del 16.04.2018, ha avuto modo di statuire  che in tale caso si concretizza una violazione dell’art. 117 del T.U.B., il quale prevede quale sanzione, al comma 7, l’applicazione del “tasso nominale minimo[…] dei buoni ordinari del tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro dell’economia e delle finanze, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto o, se più favorevoli per il cliente, emessi nei dodici mesi precedenti lo svolgimento dell’operazione.”.

È inoltre di fondamentale rilevanza notare come la sentenza della Corte d’Appello di Torino abbia sancito il principio secondo cui la violazione dell’art. 117 T.U.B., e la conseguente sanzione da applicare, non sia soggetta alla libera interpretazione del Giudice nella sua applicazione a seconda della discrasia riscontrata tra il tasso pubblicizzato e quello effettivo“non trattandosi di materia in cui sia consentito al giudice di apprezzare discrezionalmente una concreta capacità offensiva”.

Fermo restando quanto esposto, potrebbero altresì emergere anomalie riguardo il calcolo dell’indicizzazione o errori relativi all’opzione finale; comunque tutti casi che solo consulenti esperti della materia potranno evidenziare e portare nelle sedi opportune.

Gli esperti in diritto bancario e analisi finanziaria del team di Finora Consulting attraverso un’analisi di fattibilità gratuita sono in grado di verificare la correttezza dell’operato del vostro Istituto e, grazie al proprio network di professionisti, studiare possibili azioni legali.

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