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L’illegittima segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia: quali tutele per i segnalati?

I diversi sistemi di valutazione del merito creditizio

Come è noto, è estremamente importante (in special modo nel mondo dell’imprenditoria) evitare che il proprio nominativo o quello della propria impresa risulti segnalato quale “cattivo pagatore” in una delle tante banche dati che hanno come scopo quello di valutare il merito creditizio degli utenti. Ma quali sono i sistemi di valutazione del merito creditizio?

Il più importante sistema informativo nazionale circa i rapporti di credito e di garanzia che il sistema creditizio intrattiene con la propria clientela è la Centrale dei Rischi della Banca d’Italia.

La Circolare n. 139/1991 della Banca d’Italia ha avuto modo di definire la Centrale dei Rischi (CR) come un sistema informativo sull’indebitamento della clientela verso le banche e gli intermediari finanziari vigilati da Banca d’Italia. Tale sistema è aggiornato mensilmente dalle segnalazioni e dalle comunicazioni trasmesse dagli intermediari alla Banca d’Italia.

Esistono peraltro soggetti privati di rilevazione dei rischi denominati sistemi di informazioni creditizie (SIC). I SIC attivi in Italia sono Experian, Consorzio Tutela Credito, Crif, ecc. Tali sistemi informativi possono contenere:

  • informazioni creditizie di tipo negativo, che riguardano soltanto rapporti di credito per i quali si sono verificati inadempimenti;
  • informazioni creditizie, che attengono a richieste/rapporti di credito a prescindere dalla sussistenza di inadempimenti registrati nel sistema al momento del loro verificarsi.

La consultazione di questo patrimonio informativo consente alle singole banche e società finanziarie di valutare l’affidabilità del cliente prima di stipulare un nuovo contratto di finanziamento.

Da non confondere con la Centrale dei Rischi né con i SIC è poi la Centrale d’Allarme Interbancaria detta anche CAI, la quale contiene i dati relativi alle carte di credito e alla loro eventuale revoca, nonché le informazioni sull’eventuale emissione di assegni non coperti, la revoca alla possibilità di emettere assegni ed altre tipologie di dati negativi su questa categoria di titoli finanziari.

Per quanto riguarda il Registro Informatico dei Protesti (c.d. R.I.P.), infine, esso è gestito dalla Camera di Commercio ed è liberamente consultabile da chiunque.
Il R.i.p. contiene tutte le informazioni relative ai protesti per mancato pagamento di vaglia cambiari, di tratte e di assegni bancari nonché alle dichiarazioni emesse dalle stanze di compensazione per il mancato pagamento degli assegni postali.

In quali casi la banca può segnalare a sofferenza un cliente e quando si può parlare di illegittimità?

È legittima la segnalazione a sofferenza, da parte dell’intermediario presso la Centrale rischi interbancaria (CR), solo nei casi in cui il correntista versi in una situazione di grave e irreparabile difficoltà patrimoniale, avente carattere non transitorio.
Ai fini della segnalazione è necessario che la banca abbia svolto una preventiva ed accurata indagine in merito alla condizione finanziaria generale in cui versa il correntista e che abbia altresì rispettato alcuni obblighi informativi.

La segnalazione a sofferenza alla Centrale Rischi della Banca d’Italia non può scaturire pertanto dal mero ritardo nel pagamento del debito o da volontario inadempimento, ma deve essere determinata dal riscontro di una situazione patrimoniale deficitaria, caratterizzata da una grave e non transitoria difficoltà economica equiparabile, anche se non coincidente, con la condizione d’insolvenza, come richiesto dalla circolare Banca d’Italia n. 139/1991 e successivi aggiornamenti.

Invero, sono molteplici gli obblighi introdotti con i successivi aggiornamenti della predetta Circolare; l’aggiornamento n. 13 del 4.3.2010 ha introdotto i seguenti obblighi informativi:

  • Obbligo dell’intermediario di avvisare i clienti in occasione della prima segnalazione a sofferenza (si noti bene, da intendersi non come richiesta di consenso ma come semplice informativa al cliente);

  • Obbligo degli intermediari di rettificare senza ritardo le segnalazioni relative a posizioni di rischio a seguito di ordini dell’Autorità Giudiziaria; se l’ordine proviene direttamente dalla Banca d’Italia il termine massimo di rettifica è stabilito in 3 giorni lavorativi;

  • Obbligo di segnalare eventuali rapporti contestati presso Autorità terze rispetto alle parti (ovvero Autorità giudiziarie, Garante della privacy, Arbitro Bancario Finanziario, Collegi  arbitrali).

L’aggiornamento n. 14 del 29.4.2011 della Circolare n. 139/1991 ha ampliato la portata dell’obbligo sopra indicato al numero 1) poiché prevede l’obbligo di comunicare la segnalazione a sofferenza anche agli eventuali coobbligati (garanti, soci illimitatamente responsabili) del debitore.

Accade spesso che le banche e gli intermediari effettuino segnalazioni errate che possono essere suddivise in due grandi categorie differenti.
La prima ricomprende le ipotesi di errori materiali, quali, ad esempio:

  1. errori derivanti dalla attribuzione dell’esposizione creditizia ad un soggetto diverso, causata, ad esempio, da ipotesi di omonimia;

  2. indicazione di un’esposizione creditizia o di uno sconfino per un importo maggiore o minore rispetto alla linea di credito accordata al soggetto segnalato;

  3. erronea classificazione della linea di credito concessa in relazione alla classificazione dei fidi.

Nella seconda rientrano tutte le ipotesi in cui al soggetto segnalato viene illegittimamente imputata una situazione di sofferenza; poiché la segnalazione a sofferenza, come è noto, è una valutazione discrezionale effettuata dalla banca, può capitare che la stessa incorra in errori di valutazione.
In questi casi, accertata preliminarmente la illegittimità della valutazione e della relativa segnalazione a sofferenza effettuata dalla banca, il soggetto segnalato potrà chiedere dapprima la cancellazione della segnalazione e, successivamente, il risarcimento dei danni da essa causati

Le conseguenze di una segnalazione illegittima e le tutele per i segnalati

A seguito di una segnalazione illegittima, il periculum è in re ipsa. Infatti, una ingiusta segnalazione a sofferenza comporta un rischio molto elevato di grave pregiudizio per l’imprenditore, sia sotto il profilo di revoca degli affidamenti già concessi da altri intermediari, sia per la preclusione alla concessione di nuove agevolazioni.

Costituisce un fatto notorio che gli intermediari prestano, doverosamente, molta attenzione alle annotazioni presenti in Centrale rischi e l’appostazione a sofferenza normalmente determina un tipico effetto negativo, nel senso di negare l’affidabilità bancaria al soggetto, con conseguente revoca degli affidamenti in essere anche da parte delle altre banche e blocco per quelli oggetto di nuove richieste.

In sostanza, una errata segnalazione a sofferenza, secondo ciò che accade normalmente, comporta l’impossibilità di accedere al credito bancario, ciò che per l’imprenditore può comportare pregiudizi irreparabili.

È dunque importante, sia per l’azienda che per il privato consumatore, avere una buona conoscenza delle norme che regolano e disciplinano la trasmissione dei dati aziendali creditizi e finanziari, la loro conservazione negli archivi, il significato e lo spessore attribuibile a ciascuna tipologia di segnalazione e di status del debitore al fine di conoscere la correttezza e la esattezza dei dati ivi contenuti e di meglio tutelarsi dalla presenza di eventuali, quanto probabili e frequenti, errate segnalazioni e/o comportamenti illegittimi e pregiudizievoli posti in essere dalle Banche e dagli intermediari, e di poter chiedere dapprima la loro correzione e successivamente di poter svolgere ogni ed opportuna azione volta al ristoro dei danni da essi derivanti.

La segnalazione dovrebbe dunque, in questi casi, essere dichiarata illegittima e conseguentemente l’Istituto di credito potrebbe essere condannato al risarcimento dei danni patrimoniali e non cagionati al cliente in conseguenza della illegittima segnalazione.

Qualora fosse appurata l’illegittima segnalazione alla CR, il cliente ha quindi il diritto di procedere con la visura della posizione e l’eventuale richiesta di risarcimento danni.
Finora Consulting srl fornisce supporto completo per verificare la correttezza delle segnalazioni, sollecitare cancellazioni o modifiche e, grazie al proprio network di professionisti, studiare possibili azioni legali.

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Autore

Giuseppe Ingletto

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