Consulenza Strategica

La gestione finanziaria e la sua centralità nella determinazione delle performance aziendali

La gestione e previsione delle dinamiche finanziarie delle micro e delle piccole medie imprese italiane viene molto spesso trascurata o gestita attraverso l’utilizzo di un approccio “fai da te”.
Anche nei casi in cui, viene riconosciuta la giusta importanza, il tema non è quasi mai affrontato in maniera professionale. Sempre più spesso tutte le attività che riguardano questo tipo di gestione vengono domandate a figure professionali non altamente specializzate nel settore (es. commercialisti, contabili, ragionieri etc.).

Tuttavia, se fino ad oggi tali problematiche sono state affrontate facendo ricorso alle abilità gestionali degli imprenditori, nel futuro tali atteggiamenti non saranno più sufficienti.

Infatti, in seguito ai numerosi accordi regolamentari avvenuti negli ultimi anni (in particolar modo derivanti dall’applicazione degli accordi di Basilea) viene richiesta, nel rapporto tra banche e imprese fruitrici di credito, una sempre più maggiore trasparenza e collaborazione.

La regolamentazione imposta dai suddetti accordi, nonostante la finalità principale sia stata quella di garantire maggiore sicurezza e vigilanza del sistema bancario, ha avuto degli effetti importanti sulle imprese poiché impone alle banche di valutare la probabilità di default di ciascuna impresa con metodologie sempre più avanzate e criteri sempre più stringenti.

La libertà di valutazione del singolo operatore, per esempio il direttore di banca, è ormai fortemente limitata a vantaggio di criteri più equi e sicuri di misurazione del rischio di credito.

Oggi, l’iter per la valutazione creditizia di un’azienda, è diventato un macchinoso e complesso sistema di raccolta e rielaborazione di dati aziendali, che può essere riepilogato in tre diverse tipologie di analisi:

  1. Analisi quantitativa (storica e prospettica);
  2. Analisi qualitativa;
  3. Analisi andamentale (o relazionale).

Gli istituti di credito, rispetto al passato, sono diventati sempre più attenti all’analisi dei dati previsionali, ovvero verso le informazioni quali/quantitative prospettiche che vengono fornite dalle imprese. Il rischio di credito, analizzato osservando non solo dati storici ma anche dati prospettici, rappresenta un passaggio fondamentale per la valutazione della probabilità di default di un’azienda, un’analisi rivolta solo all’osservazione del passato potrebbe essere non solo superficiale ma anche pericolosa.

Basti pensare che, seppur un’azienda abbia storicamente rendicontato ottimi risultati economico/patrimoniali, il processo di innovazione tecnologica è talmente veloce che potrebbe repentinamente ritrovarsi in serie difficoltà in quanto incapace di adeguarsi al cambiamento.

In questo e molti altri casi, l’azienda si troverebbe a fronteggiare non solo le difficoltà legate all’indubbia diminuzione del proprio business ma anche difficoltà legate alla riduzione del proprio merito creditizio che di lì a breve spingerebbe gli istituti di credito a negare il sostegno storicamente riconosciutogli.  

Pertanto, una pianificazione di breve, medio e lungo termine, oltre a fornire alla banca una indicazione sulle prospettive di sviluppo aziendali, permette di diminuire significativamente il rischio connesso a un’impresa, perché riduce la probabilità che si verifichino eventi imprevisti.

Infatti, adottando le opportune misure cautelari ed attraverso adeguati meccanismi di pianificazione, le imprese, possono riuscire a prevedere l’andamento del proprio business evitando problemi finanziari e sviluppando soluzioni correttive in grado di mantenere gli affari in una alea di sostenibilità e redditività. Ciò ad evitare l’insorgere di problemi che condurrebbero alla adozione di soluzioni gravose e spesso proibitive che non fanno altro che rendere ancora più complesso lo spazio di manovra nell’ambito di un processo di rilancio aziendale.

Tutto questo facilita e migliora la gestione aziendale nel suo complesso, poiché una società che è in grado di pianificare correttamente l’andamento del proprio business è una società che conserva il pieno controllo sui propri flussi di cassa e per questo riuscirà sempre a:

  • Essere puntuale nei pagamenti;
  • Evitare il pagamento di extra costi dovuti allo sforo dei massimali di affidamento;
  • Avere accesso al capitale di terzi per reperire le fonti di finanziamento necessarie a finanziare la crescita aziendale;
  • Ottenere le risorse finanziarie di cui necessita alle migliori condizioni di mercato etc.

Pertanto, le imprese che saranno in grado di gestire in maniera efficiente i propri flussi potranno contare su un maggior supporto delle banche e un significativo vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza: la finanza è business.

I meccanismi di previsione finanziaria d’impresa rappresentano un valido e fondamentale strumento a disposizione di tutte le aziende, ciò su cui bisognerebbe puntare al fine di ottimizzare la probabilità di successo del proprio business, un’area troppo importante per essere delegata alla cultura “fai da te” i cui vantaggi sono indubbi durante tutti gli stadi del ciclo di vita di una azienda e crescono all’aumentare della complessità e della dimensione aziendale.

Dato questo punto di vista, pianificare significa individuare almeno quattro diverse prospettive di valutazione:

  1. Pianificazione finanziaria di medio e lungo periodo (financial business planning);
  2. Pianificazione annuale d’azienda (budgeting);
  3. Pianificazione strategica (corporate strategies);
  4. Pianificazione di cassa.

La pianificazione finanziaria di medio/lungo periodo (avente come orizzonte temporale 3/5 anni) è finalizzata alla determinazione dei fabbisogni finanziari legati a piani di investimento pluriennali e all’individuazione delle relative fonti di copertura. Lo strumento che viene redatto è il business plan e all’interno di esso vengono esplicitate tutte le principali variabili che riguardano la strategia futura dell’impresa, in modo tale da dotare l’azienda di uno strumento che le consenta di valutare la fattibilità di progetti di investimento (o di ristrutturazione) rispetto alla disponibilità e reperibilità delle fonti di finanziamento.

La pianificazione annuale d’azienda individua gli obbiettivi aziendali in un orizzonte temporale annuale. Lo strumento utilizzato per il coordinamento di tale attività è il budget finanziario. Tale attività, permette di individuare chiaramente il fabbisogno finanziario dell’aziende durante lo svolgimento della propria attività caratteristica. Un buon processo di pianificazione a questo livello permette di ottenere ottimi risultati nell’ambito dell’ottimizzazione delle risorse finanziarie correnti, necessarie allo svolgimento del proprio business.

La pianificazione strategica è sicuramente una delle attività più complesse all’interno delle aziende e, tra le varie aree di pianificazione, rappresenta sicuramente quella in grado di apportare il maggior valore aggiunto al business, determinando la generazione di vantaggio competitivo. Tale attività parte da un costante monitoraggio del business e dei trend che influenzano e dirigono il settore di riferimento. Il vero scopo di questa attività è indurre l’imprenditore ad “agire nel presente guardando al futuro”. Facile a dirsi difficile a farsi, soprattutto nelle piccole e medie imprese di successo dove l’imprenditore tende ad annidarsi nella propria comfort zone non mettendo minimamente in discussione gli schemi alla base del proprio successo imprenditoriale, quand’anche questi risultano obsoleti o in via di cambiamento.

La pianificazione di cassa, infine, è finalizzata alla pianificazione dei flussi di cassa affinché non si ingenerino mai periodi di carenza o abbondanza di liquidità. Come noto la cassa è funzionale al finanziamento di del business durante il cosiddetto daily flow, una carenza di liquidità potrebbe generare periodi di tensione nel micro-sistema economico aziendale, di convesso l’eccessiva giacenza di liquidità rappresenta un costo, o meglio un mancato guadagno. È fondamentale che le aziende pianifichino i propri flussi di cassa in maniera funzionale allo svolgimento del proprio business.

 

Naturalmente gli obiettivi e le logiche di definizione degli strumenti evidenziati devono essere strettamente correlati fra loro e, quindi, la previsione finanziaria a breve deve essere necessariamente collocata e finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di medio e lungo periodo.

Idealmente, in una prospettiva di organizzazione professionale dell’area finanza all’interno di una piccola o media impresa, è consigliabile sempre cominciare con la redazione di strumenti relativi a una previsione finanziaria di lungo termine: questo risulta fondamentale perché permette all’imprenditore di delineare gli obbiettivi di lungo periodo e di orchestrare l’azienda affinché ogni azione venga intrapresa attraverso l’adozione di un approccio razionale ed univoco teso al conseguimento degli obbiettivi strategici e quindi al successo del proprio business.

Finora Consulting, grazie al suo team di analisti finanziari, aiuta le aziende a realizzare miglioramenti duraturi nelle loro performance e a conseguire gli obiettivi aziendali più importanti. Affianchiamo le aziende nella definizione delle strategie aziendali, nel rafforzamento delle strutture organizzative, nel miglioramento delle proprie performance economico-finanziarie e nella definizione di programmi di crescita e sviluppo.

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Autore

Federico De Marco

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